PXLZONE

 

Proverbi Locali

Da setembre a se tagia

cu ca pende

Di settem­bre si taglia

quello che pende

Nadàu sensa nèive i nu

va 'na grana de pèive

Natale senza neve,

non vale
una grana di pepe

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Riomaggiore

E' un grosso borgo. Le case addossate una all'altra quasi a protezione e sostegno vicendevoli si ergono dalla scogliera sul mare lungo i due lati dal torrente maggiore e si addentrano verso il monte fin dove la larghezza della valle e la relativa pendenza lo rendono possibile. Alcune case sono più alte che quelle degli altri paesi come se dall'ombra della valle cercassero qualche ora di sole in più o si ergessero in punta di piedi per gettare uno sguardo verso il mare o verso le creste delle colline confinanti col cielo. A oriente, circondato dalle gradinate dei vigneti, sovrasta il santuario di Montenero. Dall'altra parte una dorsale si spinge quasi al mare come per sostenere i ruderi del castello e il torrione e divide l'altro lembo del paese dove sono la stazione e alcune Via Amorecase di costruzione recente presso il torrente Rio finale. Vi sono due piccole spiagge: una alla foce del Rio Finale, davanti alla stazio­ne, si è formata per lo scarico dei detriti quando costrui­rono la galleria ferroviaria di Biassa; l'altra spiaggia a un centinaio di metri oltre gli scogli sulla sinistra del Rio grande è quella di Fòssola: una minuscola insenatura di bellezza solitaria, quasi un capriccio di luce e di colore nel profumo delle alghe. In alto, verso levante, oltre i vigneti, la mole dei monti culminanti nelle cime del Brama­pàn (m. 667) e dei Verùgoli o Verrùgola (m. 740), deturpato quest'ultimo da recenti costruzioni di « ponti » radiotelefonici. Presso la stazione ferroviaria inizia il sentiero « via dell'amore » che, scorrendo sugli scogli a picco sul mare, in un quarto d'ora, porta alla vicina Manarola. Da questo sentiero si possono osservare interessanti forme di roc­cia arenaria compatta: formatasi nei millenni sul fondo marino, ora si erge a tratti quasi verticali e offre talvol­ta curiosi disegni a zig zag e a trapunto dovuti in gran parte all'azione del mare che li rende quasi simili a grossi pezzi di sughero.

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