Riomaggiore
E' un grosso borgo. Le case addossate
una all'altra quasi a protezione e sostegno vicendevoli si ergono
dalla scogliera sul mare lungo i due lati dal torrente maggiore e si
addentrano verso il monte fin dove la larghezza della valle e la
relativa pendenza lo rendono possibile. Alcune case sono più alte
che quelle degli altri paesi come se dall'ombra della valle
cercassero qualche ora di sole in più o si ergessero in punta di
piedi per gettare uno sguardo verso il mare o verso le creste delle
colline confinanti col cielo. A oriente, circondato dalle gradinate
dei vigneti, sovrasta il santuario di Montenero. Dall'altra parte
una dorsale si spinge quasi al mare come per sostenere i ruderi del
castello e il torrione e divide l'altro lembo del paese dove sono la
stazione e alcune
case
di costruzione recente presso il torrente Rio finale. Vi sono due
piccole spiagge: una alla foce del Rio Finale, davanti alla
stazione, si è formata per lo scarico dei detriti quando
costruirono la galleria ferroviaria di Biassa; l'altra spiaggia a
un centinaio di metri oltre gli scogli sulla sinistra del Rio grande
è quella di Fòssola: una minuscola insenatura di bellezza solitaria,
quasi un capriccio di luce e di colore nel profumo delle alghe. In
alto, verso levante, oltre i vigneti, la mole dei monti culminanti
nelle cime del Bramapàn (m. 667) e dei Verùgoli o Verrùgola (m.
740), deturpato quest'ultimo da recenti costruzioni di « ponti »
radiotelefonici. Presso la stazione ferroviaria inizia il sentiero «
via dell'amore » che, scorrendo sugli scogli a picco sul mare, in un
quarto d'ora, porta alla vicina Manarola. Da questo sentiero si
possono osservare interessanti forme di roccia arenaria compatta:
formatasi nei millenni sul fondo marino, ora si erge a tratti quasi
verticali e offre talvolta curiosi disegni a zig zag e a trapunto
dovuti in gran parte all'azione del mare che li rende quasi simili a
grossi pezzi di sughero.
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